La Stazza Lorda - Anno I n. III

Prima vittoria stagionale per i lepotiani, sussulto d'orgoglio per i Demotivati, Pietrolone vola.

Porco Diaz Che Umirati!

Prima vittoria stagionale per i lepotiani, sussulto d'orgoglio per i Demotivati, Pietrolone vola.

Demotivati Molli 1900-Olga Cesareo Carburanti 2-1
Primo successo per gli uomini di Drugo guidati da gli ottimi Zielinski e Insigne. Nulla da fare invece per la ditta Enea&Paki beffati nel secondo tempo.
Allo Stadio Malesani presso il Parco Lambro i Demotivati, privi del colombiano Muriel, scendono in campo con 3421, lanciando come punta centrale lo spezino Verde. La compagine balcanogarganica risponde con un 4231, con purtroppo Keita Balde a sostituire l'indisponibile Giroud. Non saranno le prestazioni delle punte a riempire gli occhi dei tifosi bensì le folti trequarti schierate dai tecnici. Così dopo una fase di attesa, al trentesimo Perisic dovrà soltanto appoggiare un facile 1 a 0 per gli ospiti su assist di Calhanoglu. La partita andrà avanti in modo molto combattuto, saranno cinque i cartellini gialli distribuiti dall'arbitro, ma senza molte occasioni. I Demotivati addirittura rischieranno il tracollo per due erroracci di Cragno ad inizio ripresa.
Da una parte i DM ormai impotenti e privi di idee, dall'altra gli OCC ad amministrare e carezzare i tre punti senza però tener conto della tecnica partenopea messa a servizio del Drugo, infatti alla mezz'ora, dal nulla si accenderà il funambolo di Frattamaggiore che con due giocate spettacolari dapprima agguanterà il pareggio e poco dopo con la collaborazione di Zielinski riuscirà a ribaltare la partita. Proprio così, nel giro di 15 minuti, i Molli sull'orlo dell'abisso riescono a trovare un'inaspettata vittoria che complice una bellissima prova di Ospina non sarà più larga e rotonda. Un grosso rimprovero va ai Carburanti ormai certi di aver portato a casa i tre punti limitandosi a giocare un buon primo tempo ma concedendo troppo nell'ultima mezz'ora dove i remi sono stati letteralmente tirati in barca. Forse la sbornia e l'euforia del primo incontro avrà fatto peccare di presunzione la dirigenza pugliese che incappa nella seconda, e molto simile alla prima, sconfitta consecutiva. Con questa vittoria i Demotivati salutano l'ultimo posto in classifica, relegando lo Spartak nelle sabbie mobili della delusione.[G.M.]

AC Paloma de tu Madre-ACAI Team 2-3
Partita scoppiettante al Massimo Palanca di San Donato Milanese (CZ), dove i padroni di casa, galvanizzati dalla vittoria appena ottenuta nel derby della Testimonianza, attendevano un ACAI Team reduce da un pareggio amaro contro i Carburanti. La partita si mete subito i discesa per i ciobini, grazie a un'ottima prestazione dell'asse centrale De Ligt, Kean, Dzeko, che confeziona subito un'1-2 che intontisce la squadra ospite. Ma Pietrolone ha un'intuizione: a venti minuti dalla fine cambia le carte in tavola inserendo Bani e Dumfries, una mossa apparentemente senza senso che invece scatena Fabian Ruiz e soprattutto trasforma Osimhen in una specie di gesucristo, la cui aura ispiratrice investe Abraham che allo scadere suggella con una zampata un rocambolesco 2-3. Ciobo a quel punto non ci capisce un cazzo: fa delle sostituzioni random e, raggiunto dai nostri microfoni, è convinto ancora dopo un giorno di aver giocato in 10, ignorando bellamente le nozioni aritmetiche di base. Purtroppo per lui, la prossima sarà in casa degli stokutsisti, il cui presidente ha già dichiarato che in panchina farà trovare a Mr. Ciobo un pallottoliere, non si sa se per aiutarlo a contare i gol che prenderà o per realizzare definitivamente che non serve la trasformata di Laplace per risolvere x=11-3+3. [A.S.]

Pensavo di pareggiare e invece le ho prese…giocato con un uomo in meno puttana Eva?
— Ciobo

Spartak Podolika AS Tokutso ACF 1-1
Veniamo noi - che poi sarei io - con questa mia a raccontarvi del match tra Spartak Podolika e A.S. Tokutso a conduzione familiare. La partita è abbastanza sonnolenta a dir la verità, come purtroppo spesso accade nei turni infrasettimanali, che sono la vera morte del calcio. Ma neanche. Cioè, neanche è riferito a “spesso accade”, perché a volte anche di infrasettimAnale si assiste a partitoni come on kick any. Che invece le giornate di campionato spalmate dal martedì all’ora del tè fino al giovedì sera (giorno di sole proteine, n.d.r. – scusate, memorandum dietetico per me stesso) siano la morte del calcio, quello è incontrovertibilmente serio. Ma ora basta parlare di me, torniamo alla partitonji.
I mandriani di quella un tempo nota come cortina di ferro propongono il consueto 343 che li contraddistingue ormai da eoni, e praticamente si fermano lì. Pare anzi che non siano nemmeno scesi in campo: secondo fonti bene informate, Mister Juwan avrebbe schierato dei cartonati a figura umana in scala 1:1, ed ecco così spiegato il vantaggio iniziale di Chiesa su svarione di Yoshida (rectius: della sua versione origami). Poi, verso la fine della gara, complice un forte nubifragio con malfunzionamento dell’impianto di illuminazione, il colpo di genio: mentre tutti erano distratti, Mr. Juwan sostituisce di botto gli 11 cartonati con altri personaggi semoventi da fattezze più umane, e i padroni di casa trovano il pareggio su consueto rigore di Immobile.
Nell’altra metà del campo, purtroppo, gli ignari ospiti hanno ben di che recriminare, in quanto Mister Sepp “Piontek” Island ha deciso di lasciare le ali orobiche a prendere muffa in panchina, rinunciando a circa 86.000 punti di bonus che gli avrebbero consentito di vincere senza patemi. Ma neanche. Cioè, neanche riferito a “consentito di vincere”, perché la matematica non è un’opinione. Che invece i patemi nel fantacalcio non si possano mai eliminare è scritto già nelle antiche pergamene norrene, che narrano di come ieri sera le bestemmie Tokutsiane contro Odino, Thor e compagnia asgardiana tutta si siano sentite fino alla Northumbria. Di questo passo, l’ipotizzato salto di qualità da compagine a conduzione familiare (non dico a S.p.A., ma quantomeno) a una semplice S.r.l. in forma semplificata è davvero molto in là da venire. Come disse Rocco Siffredi all’inizio di una sua normale giornata lavorativa. Per concludere, proprio nel momento in cui sto scrivendo questo pezzo e non mi viene nulla a cui agganciare la mia consueta parola apotropaica di commiato, penso che sicuramente in qualche parte del mondo c’è qualcuno che sta festeggiando il compleanno, e allora… Auguroni!

Non rosicare che poi vinci lo stesso.
— Disguido

Astraperchenozeneca -NoFax 2-1
Benvenuti allo scontro del millennio. Tutti stavate aspettando il confronto finale tra le due fazioni in cui è attualmente diviso il mondo. I vaccinati contro i negazionisti uno scontro epico che deciderà le sorti della nostra specie. Ovviamente i tifosi del team NoFax sono rimasti a casa millantando una non precisata sovraesposizione al 5g a cui sarebbero stati sottoposti in caso di visita allo stadio ASZ. Le due squadre arrivano con stati d'animo opposti. ASZ vuole riscattare la brutta sconfitta per 3-0 subita nell'ultima gara e quindi lascia in panca N. Gonzalez, Locatelli e Pobega in favore di Barak e almeno un paio di Coulibaly (fate voi quale tanto al mercato della frutta di Ruvo li vendono a 0,75 al kg). Dall'altra parte ci sono i NoFax che sono sulla cresta dell'onda (per non dire che hanno già vinto il campionato) che arrivano da due vittorie consecutive tra cui l'ultima in cui hanno asfaltato Umirati. A metà del primo tempo Berardi sblocca la partita accentrandosi e scagliando un sinistro su cui nulla può il portiere negazionista. ASK controlla il gioco con Malinovskiy e Ilic (volevano prendere Ilicic ma l'hanno ordinato su Wish) sugli scudi che costruiscono continue trame d'attacco per gli ASK. Questo continuo pressing offensivo degli ASK paga ancora ad inizio del secondo tempo finalmente uno dei tanti Coulibaly sfrutta l'occasione presentatagli dal Dio del calcio e segna il suo primo gol in 453 partite (si contano pure quelle nel campetto di Addis Abeba). I NoFax non ci stanno e dopo aver accusato di complotto maniavantista i Disguidensi accorciano le distanze con un mai domo Duvan Zapata. Chiude la partita per ASK un gol di Cristiano Ronaldooooooo.... ah no quello era l'anno scorso. A questo punto allora gli ASK si chiudono in difesa e mantengono il risultato fino al termine del match nonostante il Vice-Commissario Mimì Augello che con un voto di 4,5, accusi pesantemente la mancanza del suo fido capo Ispettore Salvo Montalbano. Lapidario il commento dell'allenatore dei NoFax a fine partita "Ma nun ci rumpiti i cabasisi". [G.B]

AS Umirati U Lepoti-Deportivo La Carogna 3-0
Ed eccoci alla partita di cartello della giornata. Non fatevi ingannare: non è la partita tra Pablo Escobar e Joaquín Guzmán, non c'entra nulla il cartello della droga. In effetti neanch'io so cosa cazzo è questo cartello. È fisicamente un cartello? Se è così io non ne ho visti. È un cartello in senso lato? Allora è montato male e non si legge. Insomma, perché continuo a utilizzare questa terminologia mutuata da Cesare Castellotti&Co.? Per esempio pareggio interlocutorio (Inter e Locutorio non mi risulta abbiano mai giocato contro), destro al fulmicotone, cross spiovente. Perché continuo a tenere in memoria certe cose?
Beh, semplice, perché almeno molti di quelli avevano una dialettica grazie alla quale imparavi nuovi termini, potevi apprezzare la fantasia nel commento delle partite, e via di sovrapposizioni, fluidificanti, gol della bandiera, salvataggio in extremis, mischia convulsa, reti inviolate, montante, gran botta, gol-partita, zona Cesarini, perentorio, azione pregevole, caratteristica andatura, fraseggio, parabola arcuata, pennellata, vede Costacurta libero sulla fascia...lo serve, gol propiziato dal velo di Sosa per Sclosa. Vuoi mettere Pizzul che annuncia suadentemente che Baggio sta convergendo? Puoi vederlo anche con gli occhi chiusi. E soprattutto quelli ne capivano di calcio, non come Caressa che nonostante sia sul campo e con 14 monitor che rilanciano 256 inquadrature diverse non capisce nulla e deve sempre intervenire Bergomi per dirgli che no, l'arbitro non ha fischiato fallo ma fuorigioco.
Comunque Umirati vince una partita che non è mai stata in discussione. Un 3-0 perentorio ottenuto grazie a un sapiente schieramento degli undici in campo, guidati dal talento di Diaz e sorretti dai fluidificanti Saelemaekers e Hernandez. Un quartetto milanista completato da Maignan che chiude la gara a reti inviolate e non lascia alcuna speranza al Deportivo, nelle cui fila il solo Lozano canta e porta la croce. Il mister Antolla può recriminare sulle sue scelte, avendo lasciato in naftalina buone prestazioni e bonus a profusione, ma può anche consolarsi in considerazione del fatto che, anche qualora avesse schierato la formazione migliore, probabilmente avrebbe sortito il solo effetto di rendere la vittoria umirata meno rotonda. [A.S.]

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