La Stazza Lorda - anno I n. IV

I podolici perdono la loro punta di diamante, zenecati a valanga, ACAI mantiene il primato!

Dybala: volano madonne ad Apricena

I podolici perdono la loro punta di diamante, zenecati a valanga, ACAI mantiene il primato!

Terzo impegno ravvicinato per le squadre di Mantrolas. Gli equilibri si fanno più sfumati, tra infortuni, assenze e le solite bestemmie di rito.

Deportivo La Carogna - Astraperchenozeneca 1-3
Terza partita in una settimana per la nostra amata lega Mantrolas che così chiude il tour de force di Bindesliga. Di fronte due squadre ancora in cerca di una identità affrontano questa partita con la speranza di trovare delle certezze che le aiuteranno per il resto del campionato. Il Depor occupa la penultima posizione con soli 3 punti e due sconfitte che già pesano ma soprattutto una deficitaria produzione di fantapunti che non fa ben sperare per il resto del campionato i tifosi Carognosi. I Vaccinati invece occupano stazionari la metà della classifica con un casella spuntata su ogni risultato possibile: 1 per vittoria, pareggio e sconfitta. Ma comunque abbastanza galvanizzati dalla precedente vittoria sui loro acerrimi nemici NoFax.
Diversi cambi di formazione per il Depor che trova una coppia di attacco tutta nuova con Scamacca - Lozano e l'inserimento di Barella dal primo minuto.
ASZ conferma quasi in toto la formazione che aveva battuto in NoFax con solo l'inserimento del regista bianconero Locatelli per Malinovskyi e l'avanzamento di Ilic sulla trequarti.
I Vaccinati sembrano subito più in palla della squadra di casa di casa e infatti al 38' del primo tempo passano grazie a più facile dei tap-in da parte di Toloi che ribadisce in rete un tiro da fuori aerea su cui il portiere Depor non era stato irreprensibile. Il primo tempo si conclude con il Depor schiacciato nella propria aerea a difendersi dalle pericolosissime folate offensive di ASZ. Al rientro dagli spogliatoi la musica non cambia e infatti al 54' arriva il raddoppio per ASZ con Mimmo Berardi che raccoglie di testa un delizioso cross di Locatelli che era riuscito ad entrare in aerea aprendo la difesa Carognense. Non c'è neppure il tempo di raccogliere le idee per il Depor che subito arriva un'altra doccia gelata, Locatelli fino a quel momento migliore dei suoi e perno delle manovre offensive ASZ chiude la partita con un tocco facile da centro aerea. C'è il tempo al 79' per il gol della bandiera del Depor segnato su rigore da Criscito. Rigore causato da un tocco di mano in area del difensore Gunter (il peggiore dei suoi, infatti viene ricordato più per le sue hit Tutti Frutti Summer Love, Like Fire Tonight ma soprattutto la mitica Ding Dong Song che per le sue abilità difensive). Convincente prestazione per ASZ che si porta a ridosso delle prime posizioni dopo due ottime vittorie di seguito e ha già le mani sulla Bindesliga, una vittoria ormai quasi certa. Differente la situazione in casa Depor invece dopo la terza sconfitta in quattro gare sicuramente ci sarà da discutere nello spogliatoio.[G.B.]

NoFax-Spartak Podolika 2-2
Il rinnovato e ampliato stadio "Grande Bari" di Ruffano (LE) ha l'atmosfera delle occasioni-medio piccole; non per qualcosa, ma ci sono le normative anti-Covid e quinti più di un tot di persone non possono entrare per legge. Entrambe le compagini provenivano da due brucianti sconfitte, tranne Spartak Podolika che invece aveva pareggiato. I podolici si presentano con una formazione votata all'attacco, con un temibile tridente Dybala-Immobile-Rebic. I padroni di casa rispondono con il duo-Zapata-Martinez, sorretto da Zaniolo appena dietro.
Pronti-via, i juwannari passano grazie al sinistro al fulmicotone di Dybala, assistito da Locatelli che però gioca in un'altra squadra. Subito però il 10 argentino è costretto ad abbandonare il rettangolo di gioco, creando commozione nel pubblico, che saluta la Joya con un applauso ma anche con dei cori "DEVI MORIRE" tipici della curva nofaxiana, dichiaratamente di destra estrema, che vede in Dybala un immigrato che viene a rubare il posto ai fantasisti-di-medio-livello-che-invece-dai-più-vengono-accostati-non-si sa-per-quale-motivo-ai-grandissimi-campioni italiani. Approfittando dello sgomento blaugrana, i giallorossi pervengono al pareggio con un grandissimo gol di Lautaro e poi con Bajrami, Felipe Anderson e Pedro chiudono la contesa con una facilità quasi disarmante.
Sarebbe successo questo se Sceriffo non si fosse messo in testa di essere un fine stratega e avesse schierato la formazione con criterio. E invece.
Comunque sia, di riffa o di raffa, i nofaxisti pervengono al gol del vantaggio e quasi si mettono a festeggiare. Ma non hanno fatto i conti con Immobile, che con una progressione monstre taglia in due la difesa e serve l'accorrente Yoshida, che risponde presente: 2-2! La curva destrorsa nofaxiana comincia a insultare il giocatore asiatico, stavolta anche Sceriffo non si contiene e tiene un atteggiamento censurabile, con ingiurie e invettive a sfondo razziale non degne di Mantrolas. Risultato giusto per quello che si è visto in campo, ma Sceriffo invece di insultare potrebbe farsi un esame di coscienza e promettere a sé stesso di non fare la formazione da ubriaco. Juwan raccoglie un punto fuori casa, risultato che poteva essere pieno ma che almeno muove la classifica e, pur orfano di Dybala, alla prossima avrà l'opportunità di lasciare l'ultima piazza al Deportivo battendolo nel primo scontro-salvezza.[A.S.]

AS Tokutso ACF-AC PAloma de tu Madre 0-1
I ragazzi di Ciobo strappano tre preziosi punti all'Ingegnere, complice una prestazione caotica e negativa degna di una manifestazione no green pass con alla testa dei funzionari di polizia.
Dopo una fase di studio a centrocampo dove Bennacer e Bourabia si bloccano a vicenda gli Stokers provano a portarsi in vantaggio ma Chiesa è in versione Bernardeschi e non ne approfitta nonostante un addormentato Musso. Impauriti e consci che anche dall'altra parte vi è un portiere praticamente non sceso in campo, i Palomari si scuotono e trovano il vantaggio con un delizioso Dzeko al ventesimo. La risposta dei disordinati uomini di Isola è veemente ma Caputo spara un satellite in tribuna sul capovolgimento di fronte. Gli uomini di casa faticano a trovare passaggi precisi e si affidano a giocare più di cuore che di testa. Non esattamente un marchio di fabbrica da queste parti dove tecnicamente deve essere tutto tecnicamente preciso. Tant'è che le velleità di portare continui assalti dalle parti del povero Musso s'infrangono facilmente su Deligt e compagni. Dopo l'ora di gioco la squadra locale ha praticamente finito la benzina e Bandinelli in modalità ibrida fa quello che può per reggere gli ultimi contropiedi lanciati da Marusic e Mktarian. Una partita da tanto fumo e poco arrosto dove solo i livelli di Co2 sono stati elevati. La Conduzione familiare dovrà migliorare la precisione in attacco visto che sono state abbattute diverse palome causa pallonate mentre la Paloma de tu Madre se ne torna sorniona a San Donato facendosi beffe degli avversari e balzando ancora più in alto in classifica. Malandrina.[G.M.]

ACAI Team-Demotivati Molli 1900 2-2
Match dagli elevati contenuti tecnici e agonistici che finisce con un bel pareggio. Gli uomini del presidente sprecano troppo, solo due gol realizzati rispetto alla mole di occasioni sono veramente pochi.
La partita parte subito bene, Tonali subito prende le misure di Kessie ma dietro c'è un buon Tomori a tenere a bada un Tammy un po' contratto. A sorpresa la Molli passa in vantaggio alla prima occasione con l'ormai sempre più conferma Daniele Verde. I Molli spingono e guadagnano un calcio di rigore ma Dimarco si fa ipnotizzare da un ottimo Dragowski e così dopo una prima parte di gara tutta Molle, i ragazzi di Pietrone galvanizzati dalle super parate dell'estremo difensore viola, trovano un bel pareggio con un eccellente Candreva. Uno a uno all'intervallo ma sugli spalti il pubblico è già particolarmente provato dalle forti emozioni vissute.
Nella ripresa la squadra ospite vola e ci prova in tutti i modi con Insigne, Zielinski, Veretout, decisamente splendidi ma con il Dragowski di oggi non basterebbero nemmeno le cannonate. Si sfiora e praticamente si esulta per il vantaggio più e più volte. E tra le continue bordate della squadra ospite ci sarà il tempo di vedere volare Veretout all'interno dell'area di rigore spinto con il fianco da un Alex Sandro combina guai, schierato fuori ruolo. I Demotivati perdono la testa e si demotivano, Fabian costruisce e Meh Meh Osimeh trafiggerà un incolpevole Silvestri. Nonostante il colpo e la ferita subita le manovre offensive dei drugati non si attenueranno, anzi ne verrà fuori un altro caso da moviola, questa volta Insigne lanciato a rete verrà fermato da Bani in modo poco romantico. L'arbitro lascia correre, nel dopo gara le dichiarazioni da parte degli ospiti saranno tutte da censurare e blasfeme. Ma il Dio del calcio ha deciso che la partita non sarebbe finita così. Assalto dopo assalto, finalmente dopo l'ennesima entrata un po'troppo esuberante di ALeSsandro questa volta ai danni di Zielinski, l'arbitro si decide finalmente e assegna al crepuscolo del match la massima punizione. Aramu, da poco entrato, appoggia la palla sul monte di lancio e realizza. Pareggio, meritatissimo pareggio.
Quest'anno gli Acai sono una gran bella squadra e stanno anche raccogliendo più di quanto meritino, la fortuna sorride in questa stagione. I commissariati avrebbero dovuto e meritato di fare di più ma questo è il fantacalcio…[G.M.]

Olga Cesareo Carburanti-AS Umirati U Lepoti 1-2
Quando mi dissero che avrei dovuto sostituire il collega cui era stata assegnata questa partita, indisponibile per motivi di salute, ne presi atto quasi con distacco, come se la cosa non mi riguardasse neppure. Stavo finendo di sorseggiare un Lagavulin 16, il terzo della serata, quando il telefono appoggiato sul bancone cominciò a vibrare. Lo raccolsi, e per poco non mi scivolò dalla mano, sicuramente per i riflessi intorpiditi dal pregiato malto scozzese, inebriato com'ero dal tipico sentore di torba. Letta la notizia, feci l'ultimo, generoso sorso e con la gola ancora provata dalla sfida, mi allontanai verso l'uscita. Mi alzai il bavero e uscii con passo deciso, incurante della pioggia battente, sempre convinto dell'inutilità di portare con sé un ombrello, soprattutto quando non piove.
Lo stadio Cesareo di Apricena, così chiamato in onore del talentuoso chitarrista degli EELST, si stagliava piuttosto imponente nella campagna pugliese: un elemento di discontinuità abbastanza notevole nel tipico paesaggio del Tavoliere, caratterizzato dai dolci scollinamenti tipici di quella terra di mezzo tra il promontorio garganico e l'appennino dauno.
Le squadre si affrontavano con piglio, seppure i padroni di casa stentavano a rintuzzare le offensive umirate, riuscivano a tenere il campo con caparbietà, grazie a una disposizione accorta, il duo Torreira-Dominguez a ostacolare le trame biancorosse. Neppure l'arguzia strategica del duo Enea-Paki poteva però arginare lo strapotere tecnico e fisico del duo Milinkovic-Savic, che insaccava il gol del vantaggio a metà della prima frazione.
Poi, la vidi. Incrociai i suoi ardenti occhi marroni. Aveva vent'anni o poco più, graziosa ed esile, ma non fragile. I capelli di un elegante biondo fulvo, lunghi e curati, scendevano lungo il collo e si dividevano in ciocche corpose che trovavano la loro naturale collocazione appoggiandosi sul seno prorompente. Si faceva largo tra la folla quasi fluttuando, andando purtroppo a raggiungere un ragazzo poco più vecchio di lei, abbracciandolo e con lui esultando al gol del pareggio, che mancai completamente, distratto e inebriato. La guardai per tutto l'intervallo, confuso e invidioso di quel ragazzo cui era stata assegnata così tanta bellezza. La seconda frazione di gioco, dominata dalla squadra ospite, quasi mi scivolò addosso. Le eleganti progressioni di Brahim Diaz, sempre più punta di diamante degli Umirati, la potenza mista a grazia tipica del centravanti classico, incarnate nel DNA di Vlahovic, la caparbietà di Arnautovic, che con un gol riscattava un errore dal dischetto, persero importanza.
Al termine dell'incontro, cercai di incontrare almeno un'altra volta i suoi occhi. Da uomo di mezza età, mi rendevo conto di quanto fosse puerile quell'atteggiamento: cercare dalla gradinata più in alto, dove mi trovavo, di anticipare i suoi movimenti per perdermi ancora una volta in quel nocciola.
Si persero nella folla, a quel punto mi allontanai e mi ritrovai a camminare nel freddo autunnale, allontanandomi dal rettangolo imboccando un viale costeggiato da ortensie, invidiando ai due ragazzi la vita che avevano davanti.
Il viale terminava il suo percorso, mi fermai sulla soglia del cancello e mi accesi una sigaretta, fermandomi a guardare le aiuole fiorite e gli alberi tosati che delimitavano il complesso sportivo assieme alle alte inferriate. Chiamai un taxi per l'aeroporto, mi accomodai e sogghignai sulla malattia del mio collega.[A.S.]

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