Non c'è niente da fare

[MILANO - dal nostro inviato]E niente... Basterebbero queste due parole, assieme ai puntini sospensivi, per esprimere la frustrazione e lo sconforto del 90% delle squadre di Mantrolas. Ciascuno che si arrabatta tra infortuni, sfighe, squalifiche, errori di formazione, qualche exploit seguito da sonori tonfi, capitomboli, capriole, tripli salti mortali ritornati carpiati all'indietro con scappellamento a sinistra per fare un cazzo di 66, pareggiare una partita e in qualche caso magari anche vincerla.
Il rimanente 10% corrisponde ovviamente a NoFax, squadra tritatutto che non lascia scampo a nessuno.
Un ruolino di marcia impressionante: l'ultima volta che ha subito una sconfitta avevamo ancora fra le mani la Montessori e il Bernini, un solo pareggio nelle ultime dodici decadi, per ottenere il quale Binetti ha dovuto fare 81, sedicimila gol segnati, Zapata e Lautaro sembrano Gesù Cristo e Visnù sotto anfetamine, gol in panchina di perfetti sconosciuti spacciati per talenti scoperti di proposito, ma tanto chi se ne fotte bastano sempre i gol dei titolari, e potrei continuare ma mi viene già il vomito, anche perché lo Sceriffo non trova di meglio che continuare a mettere le mani avanti e continuare a piangere miseria, invece di gongolare per una squadra che sta andando a vele spiegate verso il trionfo.
Anyway, questa giornata ha sancito definitivamente l'ineluttabilità del percorso nofaxiano: Juwan ci aveva pure creduto, tridente tutto a bonus, partita in casa, Dybala va sul dischetto per la doppietta personale e, hailui, scivola. Con lui, si sbrullano pure le speranze per cogliere la prima, maledetta vittoria in casa. Già che ci siamo, l'accanimento del Fato continua e per mezzo punto i podolici non riescono a pervenire neppure al pareggio, spianando la strada ai giallorossi che se ne fottono anche di giocare senza la plusvalenza torbida Zapata tanto c'è sempre qualcuno che toglie le proverbiali castagne dal pagliaio.
Dal canto suo, se pure è contento per il record assoluto di 100 punti (a meno che non ci siano negli annali delle performance simili del Pazzo, ma non mi sembra) coi quali hanno maciullato i malcapitati cesarei schiantandoli per 6-1, Binetti non riesce a godersi appieno la grande prestazione. Questa risulta del tutto inutile ai fini della classifica, col divario dagli sceriffi rimasto immutato e che sicuramente aumenterà nelle prossime giornate. L'allenatore bifronte PakEa non sa più che pesci pigliare e quindi per sicurezza li prende tutti in faccia, e dico faccia per evitare sconcezze. La squadra era partita con ben altre ambizioni e ora la situazione rispecchia l'andamento di Kjaer: autogol la scorsa settimana e infortunio in questa. Brutte cose.
Deportivo e Astraxno scambiano la gara per una partita di tressette a perdere, dove i buongiochi si chiamano come se piovesse e appena uno faglia a un palo anziché cambiare da coppe a bastoni si continua su quello. Il risultano sono tipo 20 punti di bonus in panchina e pubblico che fischia per un 1-1 che sa tanto di biscotto, ma di biscotto alla merda. Guido capisce le cose solo se gliele dici nel mese di giugno, quindi continua a chiedere lumi sui bonus, arrampicandosi sugli specchi per cercare di rosicchiare dei punti, ma fino a 72 è impossibile arrivare. Di Antolla non vorrei nemmeno parlare, d'altro canto è inutile lamentarsi quando si lasciano sistematicamente almeno 9 punti di bonus in panchina. E poi non metti Beto perché è fuori casa, ma diocristo non hai capito che Beto is the new Nzola, che l'anno scorso metteva in rete qualunque cosa gli passasse a meno di 15 centimetri?
E veniamo ai Demotivati, capaci di segnare due gol segna segnare nemmeno un gol. Fino al 4-4 finale tra Lazio e Udinese, i machemolli viaggiavano quasi sugli 80 punti, tantissimi se pensiamo che erano dovuti solo a voti e assist, invece la brutta serata silvestriana ha permesso agli ACAI quasi di dare del filo da torcere, siglando un gol con il sempreverde Ruiz e andando anche vicino al pareggio. Non male per una formazione non inserita.
Formazione non inserita neppure per gli stokutsisti, con l'ingegnere evidentemente scollato dalla sua creatura, impegnato su altri lidi chiaramente più proficui, qualsiasi e chicchessia essi siano. Ne approfittano i ciobini con una partita tutta sostanza, con Svanberg, imbeccato dall'immortale Bonaventura, a fare da condottiero e a sopperire con la sua rete decisiva alla stitichezza dell'attacco. Facile così aver ragione degli ospiti, che giocano in 10 per grazia ricevuta e nulla possono se l'ingegnere non si applica a dovere. [A.S.]


No comments yet